Probabilmente questo è l’articolo più informativo che leggerai oggi sul TFR. E non perché sia complicato, ma perché la scelta su dove destinare il tuo Trattamento di Fine Rapporto può incidere concretamente sulla tua pensione futura. Con la Legge di Bilancio 2026 sono cambiate alcune regole importanti. Facciamo chiarezza in modo semplice.
Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è la somma che il datore di lavoro accantona ogni anno durante il tuo rapporto di lavoro e che ti viene liquidata alla cessazione del contratto.
È previsto dall’art. 2120 del Codice Civile e funziona come una forma di risparmio “differito”: una parte della tua retribuzione viene messa da parte e rivalutata nel tempo.
Spetta ai lavoratori dipendenti, sia del settore privato sia del pubblico. Non spetta ai lavoratori autonomi.
Ogni anno viene accantonato circa il 6,91% della retribuzione lorda utile (RAL, premi, indennità).
Se lasci il TFR in azienda, la somma maturata viene rivalutata con:
Si tratta di una rivalutazione stabile, ma nei periodi di inflazione elevata potrebbe non essere sufficiente a proteggere pienamente il potere d’acquisto nel lungo periodo.
La novità più importante riguarda i neoassunti del settore privato.
Dal 1° luglio 2026:
Il sistema diventa quindi un meccanismo “automatico con possibilità di uscita” (opt-out), che sostituisce il precedente silenzio-assenso.
Questo significa che la scelta diventa ancora più importante e va fatta in modo consapevole.
Le opzioni sono due:
Il TFR resta accantonato e viene liquidato alla fine del rapporto di lavoro.
Entra nella previdenza complementare, con l’obiettivo di integrare la pensione pubblica.
La scelta può essere modificata quando si cambia lavoro (entro 6 mesi dal nuovo contratto).
Se il TFR resta in azienda, puoi chiedere un anticipo:
Con un fondo pensione, l’accesso è più flessibile:
Il TFR in azienda ha una crescita prevedibile e stabile.
I fondi pensione, invece, investono nei mercati finanziari. Questo significa:
La scelta dipende dal tempo che manca alla pensione e dalla propria propensione al rischio.
Qui si gioca una parte importante della decisione.
Il vantaggio fiscale nel lungo periodo può essere significativo.
Non esiste una risposta valida per tutti.
La scelta dipende da:
Il TFR non è solo una liquidazione futura: è uno strumento che può aiutarti a costruire una pensione più solida.
Con le novità introdotte nel 2026, la destinazione del TFR è diventata ancora più centrale nella pianificazione finanziaria personale.
Decidere dove versarlo significa scegliere come costruire il proprio futuro previdenziale.
Se vuoi capire quale soluzione sia più adatta alla tua situazione, parlane con un nostro consulente per una valutazione personalizzata.
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